FASHION

IN ATTESA DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI MODA A MILANO CHE SARA’ A SETTEMBRE

IN QUESTO PERIODO SI SUSEGUONO I CONCORSI DI BELLEZZA CHE CULMINERANNO A SETTEMBRE CON MISS ITALIA

FASHION E’ ANCHE Marketing

Il marketing è il motore principale della fast fashion, esso crea il desiderio nei confronti delle nuove creazioni in tempi molto rapidi. Ciò si ottiene promuovendo la moda come qualcosa di veloce, a basso prezzo e usa e getta. Il rilascio continuo di nuovi prodotti rende essenzialmente i capi d’abbigliamento uno strumento di marketing altamente redditizio che guida i consumatori, accresce la riconoscibilità del marchio e che poi si traduce in un aumento degli acquisti da parte dei consumatori. Le aziende fast fashion godono anche di margini di profitto più elevati in quanto la loro percentuale di ribasso dei prezzi è solo del 15% rispetto al 30% della concorrenza. Il modello di business della fast fashion si basa sulla riduzione dei cicli temporali dalla produzione al consumo, in modo tale che i consumatori siano coinvolti in più cicli ed in qualsiasi periodo di tempo. Ad esempio, le tradizionali stagioni della moda seguono il ciclo annuale delle stagioni (estate, autunno, inverno e primavera) mentre i cicli di fast fashion sono compressi in periodi più brevi, di 4-6 settimane, ed in alcuni casi anche meno. I rivenditori hanno quindi creato più stagioni di acquisto nello stesso arco temporale. Le principali strategie di mercato utilizzate dalle aziende sono due; la differenza consiste nelle quantità di capitale finanziario investito per la pubblicità. Mentre alcune aziende investono nella pubblicità, Primark, opera senza pubblicità. Primark investe, invece, nella struttura del negozio, nell’allestimento e nel visual merchandising per attrarre il consumatore e creare un’esperienza di shopping piacevole, con il conseguente ritorno dei clienti. La ricerca mostra che il 75% delle decisioni dei consumatori vengono prese di fronte al negozio nell’arco di tre secondi.La spesa alternativa di Primark “consente al rivenditore di restituire i benefici del risparmio sui costi al consumatore e di mantenere la struttura dei prezzi dell’azienda a un costo inferiore”.

Pubblicato da davidnewsonline

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